Non solo vacanze al mare in Maremma

Un tempo terra di paludi, di macchie impenetrabili e pascoli percorsi da briganti e butteri, la Maremma è oggi una realtà agricola ed enologica di prestigio, meta turistica per le vacanze al mare e rifugio dei vip. Si divide in Pisana (a nord di Piombino) e Grossetana (a sud, molto più estesa e meglio connotata dai caratteri specifici della regione).L'imprinting etrusco si fa tuttora sentire forte, è tangibile. Lo conferma subito, lasciato l'animato porto di Piombino, il quieto golfo di Baratti, pochi edifici sparsi lungo un'insenatura, con spiaggia e pineta, attorno a cui si sviluppa la necropoli etrusca di Populonia.
Borghi e città costieri, in Maremma, sono sempre intercalati da solenni pinete, da macchie profumate di lentischi, ginepri e mirti. Un'alternanza che imprime un senso di rispetto, che ispira un ritmo diverso e concentrato. Follonica, viva cittadina per le vacanze al mare, dallo sviluppo disordinato, appare d'improvviso nella vasta campagna, intessuta da poderi e attraversata dal trafficato nastro d'asfalto alberato dell'Aurelia Vecchia. Abbandonata Follonica ci si inoltra di nuovo nella pineta, costeggiando Scarlino. La strada sale, offrendo squarci panoramici sull'Elba, per poi tuffarsi nuovamente nella foresta demaniale, fino a Pian d'Alma. Da qui si ritorna per le vacanze al mare a Punta Ala, famosa località posta all'estremità meridionale del golfo di Follonica. Punteggiata di residenze e di alberghi lussuosi, Punta Ala conobbe nei tardi anni '60 un periodo di particolare sviluppo, come testimoniano il capace porto turistico e le ville nascoste dalle chiome dei pini dietro la spiaggia e lungo i ripidi montanti delle colline. Un celebre campo da golf e una magnifica veduta sul litorale della Maremma Grossetana e sulle isole dell'Arcipelago Toscano hanno fatto il resto. Punta Ala, così come l'iperesclusiva Roccamare, fu amata da figure come Roger Moore e Italo Calvino e dal duo letterario Fruttero e Lucentini. Qui, come a Castiglione della Pescaia, il tono è piuttosto sportivo, solido; l'attività velica è quasi un must, anche se non manca qualche divertente distrazione notturna. Castiglione, avvolta da una fitta cortina di pini marittimi, è caratterizzata da un porto-canale affollato di pescherecci e yacht. Su uno sperone del Poggio Petriccio si inerpica il borgo medievale, rinserrato in una cerchia di mura rafforzata da torri durante il dominio pisano e dominato dall'alto dalla poderosa Rocca Aragonese, del XIV secolo. A differenza di Punta Ala, Castiglione rimane viva e frequentata tutto l'anno, con i suoi piccoli, deliziosi ristoranti, con i molti negozi e le acque pulite. A Riva del Sole, alle porte di Castiglione, un villaggio turistico gestito da scandinavi vi traspone subito in un mood nordico: bambini biondissimi, rispetto profondo, privacy assicurata e capanni di assi verde cupo. Nei pressi della vicina Gavorrano, quel che rimane del Castel di Pietra riecheggia della tragica vicenda di Pia de' Tolomei - riportata da Dante nel Purgatorio -, che qui sarebbe stata uccisa dal marito, il patrizio senese Nello Pannocchieschi. A Caldana, centro dell'attività estrattiva del marmo "portasanta", la chiesa di San Biagio stupisce per la tersa e armonica facciata rinascimentale in travertino, concepita ai primi del '500 da Antonio da Sangallo il Vecchio. Infine, il villaggio di Vetulonia sorge laddove era l'acropoli di una delle più fiorenti e vetuste città d'Etruria centro-settentrionale, del cui splendore narrano l'Antiquarium, gli avanzi delle mura dell'arce e la vasta necropoli. Da Castiglione si arriva a Grosseto per la statale delle Collacchie, che corre tra i grandi pini a ombrello della Pineta del Tombolo. La città, che ha purtroppo smarrito molto di sé nei diversi sviluppi urbanistici moderni che circondano il centro originario, ha un aspetto vivace e indaffarato.
Nel tratto costiero della Maremma da Principina a Mare fino a Talamone, nel 1975 è stato istituito il Parco Naturale della Maremma. Qui, alcune tenute portano avanti le tradizioni autoctone di agricoltura e di allevamento, antiche forme di doma e di addestramento di cavalli e bovini, non solo vacanze al mare quindi. L'Alberese è il punto di partenza per i due percorsi guidati che si possono effettuare nel parco. Imperdibile la visita all'oasi naturale dei Monti dell'Uccellina, area protetta e parco naturale costituito da una catena lunga e stretta di colli immersi nella macchia mediterranea, culminante nel Poggio Lecci. La Torre dell'Uccellina e quella poderosa e quadrata detta della Bella Marsilia tacevano parte di un sistema di vedette e di difesa contro i predatori islamici, collegato alle rocche di Castiglione della Pescaia e di Talamone. Porta d'accesso all'Argentario è Orbetello, ricca di memorie antiche sparse per il tessuto urbano, ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. La sua posizione, in un lembo di terra in mezzo alla laguna, collegata all'Argentario da una diga artificiale costruita nel 1862, le conferisce un fascino inconfondibile. Delle imponenti opere di fortificazione altomedievali, ulteriormente promosse dai Senesi e dagli Spagnoli dal XVI secolo in poi, restano oggi testimonianze significative. Resta, anche, una sorta di liquido e imprendibile fascino coloniale, dal profumo ispanico, esaltato dalle mille rifrazioni dell'acqua lagunare e dall'isolamento, a mo' di cittadella, del paese vecchio, cui si accede per la Porta Nuova.