Vacanze al mare in Sardegna e Costa Smeralda

Le vacanze al mare in Costa Smeralda, quel tratto di litorale sardo compreso fra Liscia di Vacca e Razza di Junco, sono diventate un mito intramontabile e conosciuto in tutto il mondo. La firma che sancì la nascita di questa realtà intessuta di lussi sfrenati e meraviglie naturalistiche senza pari risale al 29 settembre 1961, giorno in cui un pool di uomini d'affari e architetti d'eccezione - composto da Giancarlo e Michele Busiri Vici, René Podbielski, Patrick Guinness e, naturalmente, dal principe ismailita - fondò il Consorzio destinato a trasformare i 5.000 ettari di territorio selvaggio e disabitato della Gallura in una delle località turistiche più esclusive al mondo dopo effettuare vacanze al mare di classe. Dopo tutto, era facile intuire le immense potenzialità di viluppo economico di questo vero paradiso in
terra, tavolozza cromatica dalle infinite sfumature e profondità, perfetto teatro per ville e resort liberamente ispirati allo stile tradizionale locale, ruvido e semplice, ma in realtà dotati di comfort riservati a un pubblico selezionato. Suite di 500 metri quadrati con piscina e spiaggia privata, elicotteri e limousine a servizio 24 ore su 24, yacht da favola pronti a salpare per lidi solitari . Questa è, da quarant'anni, la Costa Smeralda per i Vip, che frequentano i locali à la page di Porto Cervo e Porto Rotondo, come il Sottovento e il Sopravento Club, il Billionaire e il Peper, o Lo Smaila's. Travolti dalle folle di turisti che ogni anno invadono le spiagge e dal continuo sciamare fra una cala e l'altra di barche a vela o a motore si può arrivare a pensare che tutto questo abbia snaturato luoghi e atmosfere, ma non è così. Nonostante ciò, l'intenso profumo di corbezzolo e cisto , che aleggia ovunque, la magia tinta di rosa delle rocce granitiche modellate dal vento, le distese di soffice sabbia dorata del Grande Pevero, di Cala di Volpe (foto sopra) , di Liscia Ruja o del Principe e, soprattutto, le acque cristalline che separano la costa dai meravigliosi approdi delle isole Mortorio, Soffi e Camere, ricordano a tutti, Vip e non, la potenza di una Natura che qui ha giocato le sue carte migliori, creando un paesaggio di rara bellezza per delle vacanze al mare da sogno.
E superati i "confini" della Costa Smeralda, Liscia di Vacca e Razza di Junco appunto, le suggestioni continuano. Verso sud negli anfratti misteriosi i più riservati di Capo Figari e Golfo Aranci, giù fino i Olbia, Capo Coda Cavallo e San Teodoro, dove con un po' di fortuna si possono avvistare aironi e fenicotteri rosa. Verso nord nell'Arcipelago della Maddalena, dal 1996 Parco Nazionale, un labirinto inscritto fra rocce plasmate come creta e fondali turchini di ventitré isole, disabitate e non. Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria, oltre alla celebre Caprera, ricovero estremo di un Giuseppe Garibaldi trionfante ma ormai malato. Per ammirare l'arcipelago nel suo insieme il belvedere ideale è Capo d'Orso, il promontorio a ovest di Palau, riconoscibile grazie alla sua sagoma a forma di orso e con la testa china verso il mare. Qui stando a una delle numerose interprefazioni dell'Odissea, sarebbe approdato Ulisse, accolto poi dal popolo dei Lestrigoni. Palau, così come la vicina Santa Teresa di Gallura, ha oggi mutato la sua vocazione di porto peschereccio in località turistica, offrendo servizi e hotel che nulla hanno da invidiare a quelli della vicini Costa Smeralda. In particolare, Santa Teresa il comune più a settentrione della Sardegna, conserva ancora il fascino di un luogo ricco di storia, abitato sin dall'epoca preistorica e frutto di una sovrapposizione di conquiste diverse. Segno indelebile del passaggio degli Aragonesi è, per esempio, la Torre di Longosardo, una delle ottanta fatte costruire da Filippo II a difesa della costa. A circa tre chilometri dall'abitato si protende nel mare Capo Testa, un istmo collegato alla terraferma da una distesa di rocce perennemente tormentate dalle onde e dal vento incessante. Proseguendo verso sud, si incontrano poi Torre Vignola, ai piedi del promontorio del monte Russu, e Portobello di Gallura, che segna l'inizio della Costa Paradiso. Il nome rende merito alla grazia di un tratto di costa che, ancora poco nota e frequentata, offre spiagge sabbiose e calette rocciose di cui non è raro ritrovarsi unici "padroni". Le mura di cinta e la rocca di Castelsardo, suggestivo borgo duecentesco fondato dalla famiglia genovese dei Doria, annunciano invece il Golfo dell'Asinara, altro felice concentrato di meraviglie storico-naturalistiche. A cominciare da Porto Torres - un tempo punto di imbarco del grano sardo alla volta dell'antica Roma, poi porto commerciale conteso da Pisa e Genova, e da ultimo avamposto contro gli attacchi degli Aragonesi -, il cui simbolo è la cattedrale di San Gavino, eretta nell'XI secolo in stile pisano e considerata fra i monumenti romanici più rappresentativi della regione. Sull'Asinara, preceduta dall'isoletta della Pelosa e dalla sua bella torre spagnola, si potrebbe scrivere un romanzo, ispirato ora dalla commovente bellezza del paesaggio, arso dal sole ma pieno di vita e di colore, ora dalle cronache che negli utlimi 150 anni, l'hanno vista diventare prima un lazzaretto, poi un carcere, infine dal 1986 un parco nazionale.